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Filo Formazione cerca insegnanti d’inglese

giovedì 30 maggio 2019

Ente di formazione cerca per la sede di Bari docente di lingua inglese

Figure richieste:

- Oral Assessor / Oral interlocutor

Competenza linguistica minima richiesta:

madrelingua inglese o pari madrelingua (livello effettivo C2)

con almeno 2 anni di esperienza nell'insegnamento della lingua inglese secondo i livelli europei del CEFR.

- Invigilator

Competenza linguistica minima richiesta:

livello effettivo B2

Per candidatura inviare curriculum e attestato d’inglese all’indirizzo: segreteria@formazionefilosrl.it

Articoli

SMART working, COWORKING, REMOTE working

giovedì 30 maggio 2019

Con l’avanzare degli anni, molte cose sono cambiate e continuano a cambiare: il mondo va più veloce e i ritmi della vita sono cambiati soprattutto nell’ambito lavorativo, riversato quasi del tutto nel digitale.

I ritmi non sono l’unica cosa ad essere cambiata: anche le sedi in cui si lavora sono differenti, gli spazi i luoghi, anche i rapporti aziendali che sia con i colleghi o con i dirigenti, il cambiamento è avvenuto anche nel modo di comunicare.

Le vecchie piramidi gerarchiche hanno lasciato il posto ad organi organizzativi più equilibrati e flessibili, quasi del tutto orizzontali.

Abbiamo assistito e continuiamo ad assistere al mutamento del concetto convenzionale del posto di lavoro: lavorare a distanza è sempre più comune grazie all’introduzione delle tecnologie e strumenti sempre più presenti negli uffici moderni.

Internet, skype, socialmedia, condivisione online, tutti questi termini ormai fanno parte del nostro vocabolario lavorativo quotidiano, che è cambiato e si è evoluto.

Ci sono dei termini che ancora oggi non sono molto chiari o che vengono usati impropriamente: proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza.

OPEN SPACE

Partendo dalla sede lavorativa, si può notare come le sedi open space prendono sempre più piede nell’idea di ufficio moderno. Nato per abbattere le gerarchie e favorire i rapporti e la comunicazione tra i dipendenti, sviluppando anche il concetto di coworking.

COWORKING

È uno stile lavorativo che consiste nella condivisione di uno spazio di lavoro, mantenendo comunque un’attività indipendente. Per la maggiore i coworkers sono i liberi professionisti che lavorano spesso i luoghi diversi e che hanno la necessità di trovare un ufficio in ogni città in cui si trovano.

Nel 2005 un programmatore informatico, Brand Neuberg, creò il “San Francisco Coworking Space”, uno spazio arredato per condividere con altri professionisti locali, connessioni e servizi. Un’ottima soluzione per tutti i professionisti freelance e per i nomadi digitali.

Grazie ad internet ormai il lavoro si può portare ovunque e grazie e ciò nascono anche network di contatti e collaborazioni lavorative nate proprio dalla condivisione dello spazio.

REMOTE WORKING

Il lavoro da remoto è un lavoro che viene svolto dal dipendente o dal professionista in qualsiasi luogo diverso dalla sede dell’ufficio.

Il lavoro quindi può essere svolto da un coworking, da casa, in un bar, in un qualsiasi luogo che abbia una buona connessione internet per poter permettere il confronto con i collaboratori, il cliente o il dirigente tramite skype, ad esempio, e poi condividere i file sul cloud, con drive e così via dicendo.

A questo termine è direttamente legato ad altri due termini specifici: Home working, lavoro da casa, e Mobile working, lavoro in mobilità.

SMART WORKING

È un approccio all’organizzazione del lavoro che mira al raggiungimento dei risultati di lavoro attraverso una combinazione di autonomia flessibilità e collaborazione.

Il lavoro non è più legato a alle ore passate sulla scrivania ma agli obiettivi da raggiungere attraverso il lavoro e la collaborazione tra colleghi, al rapporto di fiducia che si instaura tra essi e con i vertici aziendali, al fine di raggiungere un buon equilibrio.

Il mondo continua ad evolversi ed il digitale è sempre più presente. Dobbiamo cercare di essere più flessibili ed open minded per poter accogliere il progresso nel migliore dei modi.

 

“Il corpo umano è la migliore immagine dell’anima umana.” L. Wittgeinstein

lunedì 20 maggio 2019

La comunicazioneè quel processo di trasmissione di informazioni tra due individui, attraverso lo scambio di un messaggio che viene elaborato secondo delle regole.

La comunicazione viene suddivisa in tre categorie: comunicazione verbale, paraverbale e non verbale. La comunicazione verbale è quel messaggio che passa attraverso i contenuti di un messaggio o discorso; la comunicazione paraverbale si focalizza sull’utilizzo della voce (intonazione, velocità pause, ritmo ecc.); la comunicazione non verbale è quella anche definita come linguaggio del corpo (movimenti del corpo, espressioni facciali, postura ecc.).

Il linguaggio del corpo è una vera e propria grammatica e va letto ed interpretato rispettando la sua sintassi: così come le parole assumono un diverso significato a seconda della frase nella quale vengono poste, anche i gesti possono avere diversi significati a seconda del contesto in cui si trovano.

Se, ad esempio il nostro interlocutore incrocia le braccia, generalmente potrebbe essere interpretato come gesto di chiusura ed introversione, ma se lo poniamo in una situazione nella quale la temperatura non fosse particolarmente mite, allora semplicemente la persona avrà freddo.

Leggere il linguaggio del corpo però aiuta a migliorale le proprie abilità relazionali ed a comprendere al meglio le intenzioni del proprio interlocutore.

Questo argomento ha alle sue spalle molte ricerche, infatti possiamo trovare molti libri a riguardo, ma non è mai stato riconosciuto come una scienza esatta. Secondo la ricerca sviluppata nel 2001 da Dilys Heartland e Caroline Tosh, il corpo umano è capace di produrre più di 700,000 movimenti diversi, in quanto ogni singola parte del corpo può compiere un movimento interpretabile.

Solo il viso è un potentissimo strumento di interpretazione in quanto contiene moltissime informazioni; dalle espressioni facciali possiamo dedurre lo stato di salute, la personalità, l’atteggiamento che il soggetto può avere nei confronti di altre persone.

Paul Ekman ha studiato le espressioni facciali, estraendo le sette emozioni primarie: tristezza, sorpresa, rabbia, disgusto, disprezzo, paura e felicità. Ha sviluppato però anche il concetto di micro espressioni ovvero le espressioni involontarie: sono quelle espressioni interpretative dello stato reale della persona poichè che vengono fuori in momenti di tensione.

Interpretativa è anche la postura. La postura è un altro indicatore molto potente dello stato emotivo delle persone e può indicare se la persona è ottimista o depressa, sicura di sè o timida, dominante o sottomesso.

Per non parlare dell’interpretazione dello sguardo.

Il corpo umano è uno strumento meraviglioso ricco di elementi che ne formano una meravigliosa melodia; un discorso per essere completo ha bisogno delle espressioni del viso, dello sguardo, del movimento delle mani, dei gesti e così via dicendo.

Su questo argomento potremmo scrivere un libro ma noi di filo abbiamo integrato la comunicazione all’interno del corso di mediatore. 

L'importanza di essere un Interior Designer

martedì 7 maggio 2019

L’interior designer è una figura che sa fondere insieme aspetti tecnici con quelli estetici. Ha la capacità di progettare una casa intera grazie alla conoscenza tecnica dei vari software di progettazione, ed è capace di sviluppare soluzioni creative per ogni genere di spazio.

Con il costante sviluppo della tecnologia, al giorno d’oggi è possibile sviluppare un progetto in ogni minimo dettaglio, creando un render 3d foto-realistico, per dare al cliente un’idea del risulto finale dello spazio da arredare. Un designer di interni ascolta i bisogni e i desideri dei suoi clienti e poi li interpreta a modo suo per sfruttare al meglio gli spazi e offrire la soluzione migliore possibile. È capace di convertire idee e desideri in fatti pratici ed ha un occhio in grado di vedere le potenzialità della struttura, regalandogli un aspetto nuovo e sorprendente Al giorno d’oggi è una figura molto ricercata all’interno del mercato edilizio e mobiliare in quanto ha la capacità di avere un approccio critico ed analitico sul campo; anche i grandi studi di architettura ormai scelgono figure specialistiche nel campo.

Fondamentali sono la tecnica ed il rispetto delle regole progettuali dell’architettura, anche se sono altrettanto importati la sistemazione degli spazi e lo stile. Si potrebbe prendere in esempio un piccolo appartamento, diviso perfettamente negli spazi da un architetto, ma arredato dal proprietario con mobili inadeguati che rendono lo spazio soffocante. Lo stesso discorso si potrebbe fare al contrario: avere tanto spazio e non avere mobili in grado di esaltare il valore dell’immobile rendendolo spoglio ed asettico. Sono questi i problemi che un interior designer cerca di evitare o risolvere sfruttando la sua completa conoscenza tecnica e creativa. Per essere un buon interior designer, non basta avere buon gusto e ottimo intuito, servono ottime capacità progettuali; bisogna quindi dedicare il giusto tempo alla formazione professionale e personale, seguendo corsi utili ad apprendere i termini tecnici, la dimensione dello spazio architettonico, prospettico e decorativo. La scuola di formazione filo eroga il corso di interior design, aperto a tutti coloro che vogliano acquisire le competenze necessarie a trasformare la propria passione in lavoro. Questo tipo di corso rilascia una qualifica di progettazione di interni di livello 4 E.Q.F.

Il mediatore

lunedì 6 maggio 2019

La mediazione sociale ed interculturale facilita la comunicazione tra individuo, famiglia e comunità nell'ambito delle azioni volte a promuovere e facilitare l'integrazione sociale, sanitaria e culturale dei cittadini immigrati. Gli elementi che caratterizzano maggiormente i mediatori culturali sono la competenza comunicativa, l’ascolto attico, l’empatia, tutto al fine di favorire la rimozione delle barriere culturali e linguistiche valorizzando la cultura di appartenenza e promuovendo la cultura dell’accoglienza Il mediatore interculturale ha una adeguata conoscenza della lingua italiana, una buona conoscenza della lingua madre o della lingua veicolare scelta ai fini della mediazione e dei codici culturali sottesi del gruppo di immigrati di riferimento del contesto in cui l'attività si svolge. È dotato di adeguate capacità comunicative, di relazione e di gestione dei conflitti. La mediazione culturale è da considerare come vero e proprio ponte tra due parti: agevola il processo di interazione degli immigrati e mostra il mutamento della società italiana tutto al fine di un reciproco impegno di adattamento. Questa figura è molto richiesta presso gli uffici pubblici per rimuovere gli ostacoli che intralciano la comunicazione con gli utenti immigrati, prevenendo incomprensioni conflittuali e favorendo il conseguimento dei loro diritti. Filo formazione quindi propone un corso per Tecnico della mediazione interculturale che rilascia un ATTESTATO DI QUALIFICA PROFESSIONALE riconosciuto in tutta l’UE. Il corso include uno stage che permette ai corsisti di affacciarsi già a quello che poi sarà la loro area di competenza e potranno mettere a frutto le nozioni apprese durante il corso.

L'importanza di essere un Interior Designer

lunedì 6 maggio 2019

L’interior designer è una figura che sa fondere insieme aspetti tecnici con quelli estetici. Ha la capacità di progettare una casa intera grazie alla conoscenza tecnica dei vari software di progettazione, ed è capace di sviluppare soluzioni creative per ogni genere di spazio. Con il costante sviluppo della tecnologia, al giorno d’oggi è possibile sviluppare un progetto in ogni minimo dettaglio, creando un render 3d foto-realistico, per dare al cliente un’idea del risulto finale dello spazio da arredare. Un designer di interni ascolta i bisogni e i desideri dei suoi clienti e poi li interpreta a modo suo per sfruttare al meglio gli spazi e offrire la soluzione migliore possibile. È capace di convertire idee e desideri in fatti pratici ed ha un occhio in grado di vedere le potenzialità della struttura, regalandogli un aspetto nuovo e sorprendente Al giorno d’oggi è una figura molto ricercata all’interno del mercato edilizio e mobiliare in quanto ha la capacità di avere un approccio critico ed analitico sul campo; anche i grandi studi di architettura ormai scelgono figure specialistiche nel campo. Fondamentali sono la tecnica ed il rispetto delle regole progettuali dell’architettura, anche se sono altrettanto importati la sistemazione degli spazi e lo stile. Si potrebbe prendere in esempio un piccolo appartamento, diviso perfettamente negli spazi da un architetto, ma arredato dal proprietario con mobili inadeguati che rendono lo spazio soffocante. Lo stesso discorso si potrebbe fare al contrario: avere tanto spazio e non avere mobili in grado di esaltare il valore dell’immobile rendendolo spoglio ed asettico. Sono questi i problemi che un interior designer cerca di evitare o risolvere sfruttando la sua completa conoscenza tecnica e creativa. Per essere un buon interior designer, non basta avere buon gusto e ottimo intuito, servono ottime capacità progettuali; bisogna quindi dedicare il giusto tempo alla formazione professionale e personale, seguendo corsi utili ad apprendere i termini tecnici, la dimensione dello spazio architettonico, prospettico e decorativo. La scuola di formazione filo eroga il corso di interior design, aperto a tutti coloro che vogliano acquisire le competenze necessarie a trasformare la propria passione in lavoro. Questo tipo di corso rilascia una qualifica di progettazione di interni di livello 4 E.Q.F.