In ogni casa e più in generale per qualunque tipologia di immobile, l’aspetto legato all’impiantistica assume un ruolo fondamentale, sia per garantire un’ottimale fruizione di tutti gli spazi e sia il buon funzionamento dell’impianto stesso, in particolare per ciò che concerne tutti quelle normative e regole strettamente legate alla sicurezza.
Impianto elettrico a norma: la fase di progettazione
Come si deve progettare un impianto elettrico affinché sia davvero a norma di legge?
Quando si tratta di una nuova realizzazione, la prima cosa da fare è la progettazione dell’impianto elettrico. Il progetto va eseguito da personale esperto che, attraverso la planimetria della casa, valuta la struttura adatta dell’impianto elettrico coniugando le esigenze della famiglia, la disposizione dell’arredamento nella casa, i punti ottimali per installare gli elettrodomestici e la distribuzione uniforme delle prese di corrente.
Il professionista redige in tutto tre documenti:
lo schema elettrico: un elaborato grafico che illustra le componenti elettriche dell’impianto e i percorsi dei collegamenti
il computo metrico: un documento con la stima del prezzo dei lavori per l’impianto, che ne specifica tipo e costi dei materiali, dei dispositivi e della manodopera
la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico (a lavoro eseguito): questa certifica che l’impianto è stato realizzato secondo le norme tecniche e a regola d’arte. È l’unico che attesti la conformità alle norme vigenti, che adesso andiamo a vedere.
L’impianto elettrico e le relative norme
L’impianto elettrico è un sistema che permette di portare energia elettrica agli edifici ed è formato da molti elementi come le condutture, i cavi elettrici, il contatore e così via. Un impianto poi si differenzia per gli usi a cui è destinato: può essere civile, residenziale se per le abitazioni o industriale se utilizzato entro i luoghi di lavoro.
Un impianto elettrico, per essere considerato “a norma” deve rispettare precisi criteri sia di installazione sia di materiali utilizzati, e questo che si tratti di un nuovo allacciamento o di un ri-ammodernamento o rifacimento dell’originale.
Dichiarazione di conformità e regola d’arte
Quando si parla di impianti sarebbe sempre doveroso accertarsi di poter disporre della loro certificazione. Questo vale non solo per gli impianti elettrici, ma anche per quelli idraulici, termici, o di adduzione del gas.
A partire dagli anni ’90, infatti, il bisogno di regolamentare gli impianti che impattano con le apparecchiature elettriche si è ulteriormente intensificato per garantire una maggiore efficienza e sicurezza nei vari stabilimenti a livello impiantistico.
La dichiarazione di conformità conosciuta anche con il nome di DICO, è un documento che si adopera in Italia, per dichiarare che uno specifico bene, come ad esempio un dispositivo o un impianto, rispetti gli standard che sono imposti dalle normative tecniche previste dalla legge.
La DICO è necessaria per tutti quei lavori di manodopera edile, elettronica, impiantistica, e di installazione, e serve ad evitare che vi siano problemi successivi che possano compromettere il lavoro stesso.
Ogni Dichiarazione di conformità deve contenere obbligatoriamente i seguenti elementi:
• dati sul tipo di impianto,
• dati del responsabile tecnico dell’impresa,
• dati del committente e del proprietario dell’immobile,
• dati relativi all’ubicazione dell’impianto,
• descrizione dei materiali impiegati,
• rispondenza alle norme vigenti.
Assieme alla Dico devono allegati:
• il progetto o lo schema dell’impianto,
• la relazione tipologica, oppure l’elenco dei materiali impiegati,
• il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio della ditta che ha realizzato i lavori.
Una regola per tutto
Ogni componente dell’impianto elettrico stesso, inoltre, deve rispettare determinate caratteristiche, che dipendono anche dalla funzione cui questo è destinato. È fondamentale attenersi con scrupolo a tali indicazioni; in caso contrario l’impianto non è a norma ma, soprattutto, non risulta sicuro.
Una serie di requisiti che riguardano i componenti elettrici e il circuito nel suo complesso sono finalizzati al funzionamento ottimale dell’impianto e in assoluta sicurezza:
• sezione del montante di collegamento tra contatore e centralino maggiore o uguale 6 mmq;
• interruttore generale con funzioni di interruttore di emergenza;
• quadri elettrici dell’unità abitativa dimensionati con il 15% minimo di riserva per capienza modulare;
• conduttore di protezione PE che arriva nel quadro elettrico generale, per permettere il collegamento di eventuali, anche futuri, scaricatori di sovratensione.
• Il collegamento “entra-esci” effettuato sulle prese è ammesso solamente per apparecchi posti nella stessa scatola o, al massimo, tra due scatole adiacenti; oltre le due scatole è necessario far arrivare al gruppo prese altra alimentazione.
Cavi a norma nell’impianto elettrico
• Per quanto riguarda i cavi elettrici, gli obblighi normativi riguardano il conduttore di protezione (PE, normalmente definito “cavo di messa a terra”) che deve essere di colore giallo-verde e quello di neutro (conduttore attraversato dalla corrente di ritorno) che deve essere blu chiaro.
• Ovviamente occorre che le sezioni risultino adeguate alle correnti previste: normalmente si usano 6 mm2 per i montanti, 2,5 mm2 per i circuiti che alimentano le prese o elettrodomestici fissi come il condizionatore e 1,5 mm2 per i circuiti luce; questo considerando che un grosso elettrodomestico può arrivare ad assorbire fino a 15 A (3 kW), mentre un apparecchio di illuminazione difficilmente supera i 2 A (450 W).
• L’illustrazione seguente riassume, semplificando molto, i cavi generalmente utilizzati. Sarà poi l’installatore qualificato a scegliere quelli idonei all’uso, per ciascuna applicazione.
Le figure interessate nella realizzazione di impianti
I lavori di installazione degli impianti all’interno degli edifici devono essere realizzati da Imprese abilitate, che sono iscritte nel registro delle imprese (DPR 581/95) o nell’albo delle imprese artigiane (L. 443/85) al cui interno esista una figura definita Responsabile tecnico.
Le figure interessate all’applicazione delle regole per la realizzazione e installazione degli impianti sono fondamentalmente tre:
– Progettista, libero professionista iscritto agli albi professionali secondo la specifica competenza;
– Responsabile Tecnico, titolare o legale rappresentante o dipendente dell’impresa, persona con determinati requisiti;
– Installatore, persona preparata capace di realizzare i lavori seguendo le indicazioni del progettista e/o del responsabile tecnico.
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