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il nuovo spettroradiometro HD30.1, per l'analisi spettrale della luce nel campo del visibile e ultravioletta che può essere di vostro interesse per l'analisi della qualità delle sorgenti luminose anche a LED. Lo strumento è stato progettato combinando la massima flessibilità, la riduzione dei costi e la facilità d'uso. Il sensore incluso nella dotazione standard, HD30.S1, analizza l'intervallo spettrale del visibile (380nm-780nm) e calcola i seguenti parametri di foto-colorimetrica: Illuminamento [lux] L’illuminamento totale è il flusso luminoso incidente su una superficie, per unità di superficie. Esso è una misura della quantità di luce incidente che illumina la superficie, alla lunghezza d'onda ponderata con funzione di luminosità in correlazione con la percezione umana. Si misura in lux (lx) Temperatura colore correlata CCT [K] Si definisce temperatura di colore di una data radiazione luminosa, la temperatura che dovrebbe avere un corpo nero affinché la radiazione luminosa emessa da quest'ultimo appaia cromaticamente la più vicina possibile alla radiazione considerata. Una temperatura intorno ai 2000 K corrisponde al colore arancione. A valori di temperatura inferiori corrispondono il rosso e, ancora più in basso, l'infrarosso, non più visibile, mentre in ordine crescente la luce è dapprima bianca, quindi azzurra, violetta e ultravioletta. La luce definita “calda” nell'uso comune (ovvero con tonalità tendenti al rosso-giallo) ha in realtà una temperatura di circa 1500-2000 gradi inferiore a quella definita “fredda” (tendente all'azzurro chiaro-bianco), e ciò per via della comune associazione dell'idea di “caldo” a tonalità di colore prossime all'infrarosso e “freddo” a quelle altresì tendenti all'ultravioletto. Coordinate tricromatiche [x, y] (CIE 1931) o [u ', v'] (CIE1978), Nel 1931 la Commission Internationale de l'Eclairage (Commissione Internazionale per l'Illuminazione) definì uno spazio di colore che comprendeva tutte le tinte visibili dall'occhio umano, a prescindere dalla luminanza. Infatti qualunque colore all'interno di questo spazio bidimensionale può avere una luminanza che varia dal bianco al nero e se si tiene conto anche di questo fattore lo spazio così definito diviene tridimensionale e rappresentato mediante coordinate XYZ. Il modello CIE 1931 si basa, come altre codifiche note, sull'utilizzo di tre colori primari che, opportunamente miscelati tra loro in sintesi additiva, permettevano di ottenere tutti i colori che l'occhio umano può percepire. La commissione CIE ha comunque definito diversi modelli matematici di percezione del colore indicati come spazi di colore e rappresentati da sigle come XYZ (è il modello CIE 1931), xyY, Lab, Luv. A differenza, però, dei metodi RGB o CMYK (usati rispettivamente in sintesi additiva e in sottrattiva), il diagramma di cromaticità proposto dalla CIE non dipende dal comportamento di questo o quel dispositivo di visualizzazione o stampa in quanto basato sul concetto di Osservatore Standard. Quest'ultimo è definito a partire dalle proprietà del sistema visivo dell'uomo e si basa su analisi sistematiche effettuate su un vasto campione di osservatori umani. CRI (indice di resa cromatica, R1 ... R14, Ra) Il colore con cui ci appare un oggetto, che non emette luce propria, dipende sia dal suo modo di riflettere la luce (cioè da quali lunghezze d'onda riflette maggiormente), sia dalla luce che lo illumina (cioè dalla composizione spettrale di quest'ultima). Dunque, non ha senso parlare di colore reale di un oggetto in senso assoluto, senza specificare anche il tipo di sorgente luminosa. Tuttavia, appare ragionevole associare ad alcune particolari sorgenti luminose un ruolo privilegiato per ritenere naturali i colori con cui appaiono gli oggetti quando sono illuminati da esse: si deve trattare di sorgenti che abbiano uno spettro completo di tutte le lunghezze d'onda nel visibile, in modo che non vengano trascurate particolari lunghezze d'onda rispetto alle altre: per esempio, possiamo considerare la luce diurna oppure la radiazione emessa da un corpo nero ad una determinata temperatura (non inferiore a 1900 K), le quali soddisfano tale requisito. Pertanto, per definire l'indice di resa cromatica, si prende come riferimento proprio la radiazione emessa da un corpo nero e, data una sorgente luminosa che abbia una certa temperatura di colore, tale indice misura la differenza tra come appaiono cromaticamente gli oggetti quando sono illuminati da essa e come appaiono quando sono illuminati da un corpo nero alla stessa temperatura, il quale rappresenterà la sorgente campione: minore è tale differenza, migliore è la resa cromatica della sorgente e, quindi, maggiore è il valore dell'indice. L'indice di resa cromatica (IRC o ), oppure in inglese Color Rendering Index (CRI), di una sorgente luminosa, è una misura di quanto naturali appaiano i colori degli oggetti da essa illuminati. L'indice di resa colori CIE (CRI) è un metodo per determinare quanto l'illuminazione di una sorgente luminosa di otto patch campione è confrontabile con l'illuminazione fornita da una fonte di riferimento. Citati insieme il CRI e il CCT danno una stima numerica di quanto il riferimento ideale sorgente luminosa meglio approssima proprietari luce artificiale, e quale sia la differenza. PAR[µmolfot/sm2]. La radiazione fotosinteticamente attiva o photosynthetically active radiation (PAR), in inglese, è una misura dell'energia della radiazione solare intercettata dalla clorofilla nelle piante. È, in pratica, una misura dell'energia effettivamente disponibile per la fotosintesi, che è minore dell'energia totale proveniente dal Sole, perché lo spettro di assorbimento della clorofilla non è molto esteso. La PAR è considerata pari al 41% della radiazione solare totale. Si concentra nelle bande del blu e del rosso, con punte massime a 430 e 680 nm di lunghezza d'onda corrispondente alla radiazione visibile. All'interno del PAR esistono sottobande con radiazioni: blu-violette, (400-490 nm), assorbite dai pigmenti, con azione sulla fioritura, sintesi proteica, effetti fototropici, medio effetto sulla fotosintesi; verdi (490-560 nm), le meno attive fotosinteticamente; gialle (560-590 nm); rosso-arancio (590-700 nm), molto attive per la fotosintesi. La colorazione delle piante è tale proprio in virtù del fatto che il verde è colore complementare al rosso, e quindi è in grado di catturare queste bande dello spettro elettromagnetico. Il sensore modello HD30.S2 ( accessorio non incluso) analizza la banda spettrale ultravioletta (220 nm-400 nm) e radiometrica e calcola le seguenti quantità: UVA irraggiamento (W / m2), UVB irraggiamento (W / m2) UVC irraggiamento (W / m2) In fisica la radiazione ultravioletta (UV o raggi ultravioletti o luce ultravioletta) è un intervallo della radiazione elettromagnetica, con lunghezza d'onda immediatamente inferiore alla luce visibile dall'occhio umano, e immediatamente superiore a quella dei raggi X. Il nome significa "oltre il violetto" (dal latino ultra, "oltre"), perché il violetto è l'ultimo colore ad alta frequenza visibile dello spettro percepito dall'uomo, cioè quello con la lunghezza d'onda più corta. La luce ultravioletta viene prodotta da una vasta gamma di sorgenti artificiali e naturali tra cui, in primis, il Sole. L'UV può essere suddiviso in differenti bande, diversamente definite a seconda dei campi di studio.

5000   EUR

Gli strumenti della serie HD52.3D… sono anemometri statici a ultrasuoni a 2 assi per la misura di: Velocità e direzione del vento, componenti cartesiane U-V della velocità del vento; Umidità relativa e temperatura (opzione codice “17”); Radiazione solare diffusa (opzione codice “P”); Pressione atmosferica (opzione codice “4”). Tutti i modelli sono dotati di bussola. Sono disponibili le interfacce seriali RS232, RS485, RS422 e SDI-12 con protocolli di comunicazione NMEA, MODBUS-RTU e SDI-12. Tutte le versioni hanno due uscite analogiche, per la velocità e la direzione del vento, confi gurabili di fabbrica a scelta tra 4÷20mA (standard), 0÷1V, 0÷5V, 0÷10V (da specifi care al momento dell’ordine). Opzionale, taratura di fabbrica con riferibilità Ilac-MRA (ACCREDIA). Vantaggi: L’assenza di parti in movimento riduce al minimo la manutenzione dello strumento; Alta sensibilità per rilevazione di velocità molto basse, non rilevabili da metodi tradizionali; Il basso consumo dello strumento permette l’installazione in siti remoti, con alimentazione da pannello fotovoltaico e batteria tampone; L’opzione riscaldamento “R” evita l’accumulo di neve e la formazione di ghiaccio, consentendo misure accurate in ogni condizione ambientale; Installazione veloce e facile (Montaggio su palo diametro 40mm, kit opzionale di installazione HD2004.20), allineamento facilitato da bussola integrata; Le opzioni di misura disponibili riuniscono in un unico strumento, compatto e leggero, le principali grandezze di interesse nelle stazioni meteorologiche; L’uscita MODBUS-RTU consente la creazione di reti di strumenti. Applicazioni tipiche: stazioni meteorologiche; monitoraggi ambientali; agricoltura; impianti sportivi; porti e applicazioni marine; aeroporti; HVAC; edilizia; energie alternative; building automation.