A proposito di Giustizia Privata

11 marzo 2024
Pubblicato da Raw Cartel

Ad oggi, non esiste un sistema giuridico che onori i principi di uguaglianza e presenza di diritti umani inalienabili, che al tempo stesso possa adattarsi al singolo caso che si presenta in tribunale e tenga conto, pertanto, di tutti gli elementi di rilevante importanza per lo svolgimento di una fase decisionale corretta.

Semmai, si può affermare che sia diventata la Legge, nella sua complessità, uno strumento modulabile, disancorato da princìpi inamovibili di base, a vantaggio egoistico, in misura proporzionale al potere, posizione, ruolo conseguiti: più in alto si è in una scala immaginaria, maggiori sono le possibilità di adattare un articolo di Legge a proprio favore, arrivando a fantasiose (re)interpretazioni di normative integrali, applicando l'insieme di clausole di un determinato statuto nei casi, nei modi e nei tempi arbitrariamente stabiliti sulla base della propria convenienza.

E' così che un Articolo di un testo giuridico può essere applicato in casi ove sarebbe assurdo, se ci si attenesse all'intenzione con cui esso è stato decretato, che diventa tangibile se la richiesta proviene da un elemento (individuo, società, ente, istituzione, etc.) più in alto dell'altro o degli altri a cui si intende imporre quella precisa clausola avente valore legale universale; allo stesso tempo, la presenza di un'espressione all'interno di un Codice costituzionale, anche se chiara e ancorata ad un'interpretazione univoca se si rispetta l'intrinseca finalità della sua esistenza e lo spirito che ha portato alla stessa, non assicura una netta e assoluta applicazione, in quanto manca la parallela forza che ne garantisce il rispetto e l'applicazione collettiva, la misura di gravità calcolata in caso di infrazione, assolutamente flessibile e adattabile al soggetto che compie l'illecito, oltre al contorno ambientale, temporale, personale e sociale presente nel momento dell'evento, ivi cristallizzato e in seguito presentato in sede di giudizio, avente valore più o meno rilevante in base alla relativa presentazione durante l'esposizione e al quale viene attribuito un carico decretabile soggettivamente, o dalla figura professionale incaricata di rappresentazione nella fase processuale.

Un esempio constatabile e frequentemente riscontrabile consiste nella presenza o assenza di una condanna in seguito ad un'infrazione relativa ad un Articolo del Codice di Procedura Penale (C.P.) e della sua onerosità:

A quanti di noi è accaduto, e capita a cadenza regolare, di venire mandati "a quel paese" da altri, nei modi e termini più o meno offensivi, volgari, svilenti, etc. ma di senso comune, quello di insultare la propria persona e ciò rappresenta la violazione della normativa che dovrebbe garantire il rispetto dell'integrità personale, di cui fa parte proprio il diritto a non ricevere ingiurie pubbliche o alle spalle, ma che nella realtà dei fatti avviene ormai comunemente, tanto da non attribuire un peso legale in molte occasioni, considerando che intentare una causa e un procedimento per ogni evento inquadrabile in questo contesto si rivelerebbe molto più dispendioso in termini economici, di tempo e impegno che ne conseguirebbero (recarsi in una caserma e sporgere denuncia, prendere appuntamento da un avvocato e presentare la situazione con tutti i fattori correlati per poi avviare il vero e proprio iter giuridico con presenze multiple in tribunale, convocazioni varie, esposizione dei fatti da ripetere innumerevoli volte, per non parlare del rischio intrinseco di ogni azione legale di terminare con una sanzione o una condanna, oltre al mancato indennizzo sottinteso come dovuto e non riconosciuto tale) rispetto al possibile beneficio; è di per sé da ritenersi errato basarsi su questo bilancio, in quanto dovrebbe essere concordata e disposta l'obbligatorietà del rispetto di una legge, tanto quanto quella di segnalare, evidenziare e quindi denunciare una sua violazione, in favore della giustiza collettiva, ove ne dovrebbe conseguire una sentenza più o meno prevedibile nella sostanza, anche se variabile rispetto ai parametri che regolano la misura della pena, proporzionali ai fattori correlati da valutare singolarmente e nel complesso, giudicabili in riferimento ad un sistema egualitario di applicazione delle normative che ne decretano la condanna.

In realtà, non è tanto l'anticipo dispendioso a intimorire, ma l'assoluta natura aleatoria e volatile del risultato finale: è osservabile e pubblicamente constatabile tramite l'accesso agli Atti pubblici, quali sono le sentenze giuridiche, che il sistema attualmente in vigore non è invece affatto paritario e vincolato a normative salde in capo alla regolamentazione del diritto e del dovere, così come della posizione di un soggetto in fronte alla Legge, oltre alla decisione finale riguardante la condanna decretabile a carico della parte rea di una determinata violazione; il tutto varia in base a fattori estranei ai suddetti, che rendono assolutamente impari, sproporzionata ove non anche moralmente ed eticamente discutibile una decisione sentenziata che abbia tenuto conto e dato valore, invece, a vantaggi o conseguenze rischiose nell'ottica personale di chi è incaricato di deliberare, così come nello sbilanciamento favorevole alla parte responsabile di reato, con sua piena assoluzione, se non aggiunto ribaltamento legislativo che costituisce imposizione di risarcimento a vantaggio della suddetta, in risposta al condizionamento improprio esercitato dall'identità natia dell'imputato, così come dalla casata e relativo cognome assunto, ma anche dalla potente influenza esercitata su colleghi e collaboratori, o altri soggetti relegabili all'ambito giuridico-legislativo, istituzionale, militare o politico, finanziario o di ogni settore che influisca in maniera diretta sulle fonti simbolo di Forza, Ricchezza e Potere in ogni ambito della sfera individuale e comunitaria.

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