Per la casa la pagella del rumore
In attesa del decreto sui requisiti acustici degli edifici – ora previsto in autunno – l’ente nazionale italiano di unificazione ha pubblicato il 22 luglio scorso l’attesa norma Uni 11367, che mette nero su bianco la rivoluzione delle classi acustiche per l’edilizia. La norma Uni – «Acustica in edilizia – Classificazione acustica delle unità immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera» – fissa uno standard tecnico e diventerà cogente per tutti nella misura in cui sarà fatta propria dal Dpcm di prossima emanazione: la bozza di decreto più recente la recepiva in toto.
Molte le novità “epocali” varate dall’Uni. La prima consiste nell’obbligo di procedere con la classificazione acustica di un’unità immobiliare (che sia un appartamento o un’abitazione monofamiliare). In tal modo, fra l’altro, la legge dello stato si parifica con alcune normative regionali che già la prevedono. La classificazione acustica si ottiene sottoponendo l’opera finita (il fabbricato) a un collaudo acustico, cioè a una serie di misure fonometriche, da parte di un collaudatore, tecnico competente in acustica ai sensi della legge 447/95.
Il collaudatore, sotto la propria responsabilità, dovrà individuare i singoli vani da collaudare. La norma richiede «tutti i vani», a meno di una certa ripetitività “seriale”. Ma, attenzione: lo stesso appartamento, collocato al piano intermedio o al l’ultimo piano, ha caratteristiche diverse.
Allo stesso modo, se il futuro proprietario di un appartamento decidesse di spostare, in fase di progetto, alcuni tavolati interni, questi costituirebbero un appartamento differente. Se si decidesse di spostare parte delle scatole elettriche o dell’impianto idrico, sempre in fase di costruzione, presenti su muri divisori interunità, questi costituirebbero un vano a sé diverso dagli altri vani “identici” presenti nel medesimo fabbricato. In altri termini, la serialità è davvero minima, anche in caso di grossi condomìni.
I collaudi comportano una spesa, perché richiedono costose attrezzature e l’impiego di personale specializzato. Tenendo presente che i parametri da collaudare per ogni vano sono cinque (isolamento aereo di pareti verticali, isolamento aereo delle solette, isolamento della facciata, rumorosità da calpestio e rumorosità degli impianti) e calcolando che ogni parametro richiede in media una decina di misure, ecco che un costo di 200 euro per ogni vano collaudato e certificato – pur tenendo presente una certa economia di scala – è una cifra rilevante ma giustificabile. Il classico bilocale, ad esempio, è costituito da quattro vani: cucina, bagno, camera, soggiorno e i conti sono presto fatti. ( fonte: http://www.certificazione-acustica.com/tag/collaudo-acustico)
Al termine del collaudo acustico sarà possibile assegnare a ogni appartamento il suo certificato acustico che ne determinerà la classe di appartenenza. Sì, perché la seconda rivoluzione della norma Uni è che il giudizio non sarà più “binario” (conforme o non conforme alla legge) ma su quattro scale di valori: dalla classe IV (la peggiore) alla classe I. Il tutto tenendo presente che la bozza di decreto destinato a recepire la norma Uni non ammette come conformi le unità in classe IV, ma solo dalla III alla I.
Un’altra svolta importante stabilita dalla Uni è che va considerato l’errore di misura (più correttamente definita come “incertezza”). Essa ha un valore compreso tra 1 e 2,4 dB, che vanno a sottrarsi ai valori di prestazione acustica misurata, cioè concorrono in senso negativo alla prestazione del manufatto. Altro concetto innovativo è che, dovendo assegnare a un’unità immobiliare un’unica classe acustica, occorrerà fare una media “energetica” tra i valori del medesimo parametro misurati in tutti i vani dello stesso appartamento. In altri termini, se un bilocale ha quattro vani e quattro facciate (potrebbero anche essere cinque facciate, se ci fosse un vano che fa angolo), il valore finale dell’isolamento della facciata dipende dalla media delle quattro facciate misurate. Se, poniamo, la cucina avesse il foro d’aerazione non silenziato e quindi quella facciata ha un valore di fonoisolamento notevolmente più basso delle altre tre, la media “energetica” che ne scaturirebbe sarebbe molto prossima al valore della facciata meno performante. E tutto ciò farebbe scendere di molto la classe del l’intero appartamento.