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04 febbraio 2013

Le foto esclusive del Prototipo Suzuki con motore Aprilia 550

Il progetto RXV-SXV della casa di Noale, nato per il motard e condiviso anche nelle discipline dell'enduro e del motocross, è ormai un pezzo della recente storia motoristica nazionale che ha fatto discutere, impazzire di gioia e far girare tante teste nel corso degli ultimi cinque anni. A partire dalla sua uscita, sull'Aprilia SXV, il motore bicilindrico più performante dell'offroad, non ha mancato di far chiacchierare generazioni diverse di motociclisti.

L'esperienza, ormai, è storia: Aprilia ha smesso di investire su questo progetto, dopo i colossali flop - sia di risultato sia di vendite - avuti negli ambiti del cross e dell'enduro, dove il bicilindrico non ha mai convinto al cento per cento, nonostante qualche prestazione positiva di Chiodi e Coppins da una parte e dell'australiano Stefan Merriman dall'altra. Mentre nel motard, i titoli, da Van den Bosch a Chareyre, non si contano, l'applicazione di questo poderoso motore tutto italiano ha solleticato la voglia di parecchi motoristi.

Nel 2008 Tiziano Sette provò a costruire un Honda TRX con il bicilindrico di Noale ma l'esperimento ebbe poca durata; oggi, Massimiliano Minuzzo di Volpe Motors ci riprova, incastrando come in una moderna matrioska, il superdotato 550 cc nel telaio di un quad di marcavolpe_aprilia_4_of_7 Suzuki. Il risultato visivo, grazie anche al doppio scarico aftermarket di Arrow, è sbalorditivo, così come anche le prestazioni: da urlo.

Sono bastate poche espressioni del viso da parte di Alessandro "Spiderman" Fontanazzi per farci capire un po' tutto su questo mezzo. Alla domanda "l'hai provato?" Alessandro ci ha semplicemente detto "Sì. E fa paura. E'... Troppo. Troppo tutto, va veramente forte, anche troppo appunto". Credergli è facile e se pensiamo che a dirlo è uno dei piloti con maggiore esperienza di tutto il panorama nazionale quad, c'è assolutamente da fidarsi del suo commento.

In effetti, ragionandoci, la peculiarità di questo motore è proprio data da un rapporto tra coppia e potenza che mal si addice alle piste da motocross, dove probabilmente non solo non si riesce a scaricare a terra tutti i cavalli disponibili ma dove paradossalmente questo eccesso di possibilità diventa addirittura rischioso perché difficilmente modulabile. La stessa caratteristica, però, potrebbe diventare un vantaggio enorme per chi desidera percorrere grandi distanze e a grandi velocità: baja, rally e gare di durata potrebbero veramente essere il volpe_aprilia_7_of_7pane per questo prototipo Suzuki - Aprilia, che sfrutta l'agilità di un telaio vincente abbinandola ad un propulsore in grado di spingere il mezzo praticamente all'infinito.

"Il mio sogno sarebbe quello di correre la Dakar" ha sostenuto Fontanazzi, coadiuvato in occasione di EICMA proprio da Massimiliano Minuzzo "e questo mezzo potrebbe veramente essere l'ideale per questo genere di competizioni: il bicilindrico, a maggior ragione questo bicilindrico, può veramente fare la differenza".

Minuzzo, esperto motorista con un passato anche in Aprilia stessa, è chiaramente orgoglioso della sua creatura e non nasconde tutto lo studio fatto per alloggiare il motore 550 della casa di Noale dentro il telaio giapponese: "Vorrei che non restasse solo un progetto ed è disponibile per qualsiasi prova" è stato il suo commiato finale. Anche in questo caso, c'è da credergli: quando si realizza un sogno di tali proporzioni, si èvolpe_aprilia_6_of_7 disposti a tutto pur di dargli vita e credibilità.

Ma perché questo "mostro" ha ancora adesso così tanta considerazione? Il fatto è semplice. Il bicilindrico Aprilia, pur con le masse in gioco moltiplicate per due, non pesa più della concorrenza monocilindrica. A parità di peso, un motore simile è in grado di erogare maggiore potenza, riuscendo a percorrere la stessa strada con un minore stress del cambio, dando a cosa è montato sopra - moto o quad che sia - un allungo infinito, derivato da una coppia ineguagliabile da qualsiasi quattroemmezzo. Il contro principale è appunto l'eccesso di potenza, che deve essere utilizzata nel corretto contesto per risultare vincente. Un contro secondario, ma in questo momento neanche tanto, è di certo il capitolo manuntezione: tutto quello che è normalmente da sostituire ogni tot ore è qui moltiplicato per due, con le ovvie considerazioni alle quali si arriva.

Detto questo, a noi questa creatura fa letteralmente impazzire dal punto di vista estetico: un quad così tocca le corde più fantasiose della mente malata di ogni quaddista, a prescindere dal rapporto fra pro e contro, che davanti ad un'opera d'arte del genere, lasciano decisamente il tempo che trovano. Meraviglia allo stato puro.