Comune a Campoli Appennino

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PIAZZA UMBERTO PRIMO 1, 03030 Campoli Appennino

0776 874000
La sua struttura, di natura calcarea-cretacea è miocenica, attraversata da strati di conglomerato di età quaternaria e di ambiente lacustre. La dolina, per le sue dimensioni (diametro m. 630, profondità m. 130, privo d'inghiottitoio) e per il suo aspetto grandioso, può essere annoverata tra le maggiori del Lazio e l'unica che presenta i bordi abitati. Il territorio di Campoli è interessato dalla presenza di altre tre doline, anch'esse di origine carsica: la seconda per grandezza è a ridosso della chiesa di San Pancrazio, le altre due cavità sono ubicate sul versante orientale della collina: una a sud-est del suddetto santuario e l'ultima infine si trova più a valle in località Treo. Benché non possiamo avere notizie precise circa la sua fondazione, è chiara l'origine medievale, le cui tracce sono ravvisabili nella maestosa torre, nei resti della cinta muraria, in alcune torrette di avvistamento e nei caratteristici spazi o piazze del centro storico. Lo storico atinate Tauleri fa risalire i natali di Campoli al 293 a.C. i consoli Lucio Papirio Cursore il giovane (figlio dell'eroe della seconda guerra sannitica) e Spurio Carvilio Massimo distrussero con i loro potenti eserciti Atina, Cominium ed Aquilonia. Dalla depopolazione di dette città ebbe inizio la fondazione di Campoli e di altri comuni. Un'altra versione sull'origine di Campoli è data dal canonico don Andrea Di Pietro, il quale la fa risalire a Plestinia, città dei Marsi-Atinati, più volte citata da Livio e distrutta dai Romani nel 291 a.C. Invece in un documento pubblicato nella rivista Il Regno delle due Sicilie nell'anno 1856 (trascritto da originale esistente nell'Abbazia di Montecassino) si dice che Campoli deve la sua origine a Gandolfo, conte di Sora e di Aquino, il quale rialzò dalle rovine il paese distrutto dai Longobardi che nel VII secolo infestavano tutta la provincia di Terra e Lavoro e devastavano molti luoghi tra i quali anche Campoli e, nell'anno 843, dai Saraceni.