Impermeabilizzare con POLIUREA

04 ottobre 2013
Pubblicato da Cfc Interventi Speciali

L’impermeabilizzazione con elastomeri ad alte prestazioni trova naturale impiego nelle opere idrauliche di molte tipologie quali: dighe, canali, opere di adduzione, captazione, stoccaggio acqua potabile e non, opere di contenimento reflui industriali, impianti fognari e vasche di contenimento secondarie.

Un interessante campo d’impiego è inoltre quello degli impianti di produzione biogas da biomassa.

L’impiego di POLIUREA in questi ambiti consente di ottenere tutta una serie di vantaggi legati alla natura chimica del prodotto.

La poliurea è un elastomero di rivestimento ottenuto per poliaddizione di un diisocianato alifatico o aromatico con una diammina. La reazione effettuata con le ammine conferisce al sistema alcuni vantaggi derivanti soprattutto dalla velocità della reazione che si produce. Viene usata come impermeabilizzante e per conferire buona resistenza agli agenti chimici ed alla corrosione.

La POLIUREA presenta proprietà elastiche di livello assoluto, ciò la rende ideale per tutte quelle applicazioni in cui il supporto non sia stabile per es. in presenza di giunti nel calcestruzzo, cambi di tipologia di supporto ecc. Presenta caratteristiche elastiche anche nel confronto degli urti. Tali sollecitazioni infatti possono essere di entità molto elevata nel caso di trasporto solido nei canali, dighe, ecc. (tronchi d’albero, pezzi di ghiaccio, ciotoli ecc.)

Pur essendo di natura elastomerica la POLIUREA presenta resistenze chimiche tipiche delle resine a struttura rigida come le epossidiche, questa particolare caratteristica la rende ideale anche per le applicazioni in ambienti particolarmente aggressivi come i depuratori, le vasche secondarie ad uso industriale ecc.

VANTAGGI:

    membrana monolitica: nessun sormonto, o giunzioni da sigillare: semplicità nei dettagli, il più grande insuccesso dei sistemi a fogli è l’applicazione sui dettagli;

    veloce, appena terminato di spruzzare la POLIUREA è immediatamente impermeabile

    maggiori resistenze chimiche;

    resistenza al punzonamento La membrana è molto più difficile da danneggiare rispetto per es. ai teli in PVC;

    molti prodotti permettono all’acqua di penetrare al di sotto se ci sono danneggiamenti come per es. asfalto, membrane in PVC fissate meccanicamente, fogli bituminosi, ecc., l’acqua non può passare sotto la poliurea, l’ingresso di acqua è dove la poliurea è danneggiata.

 

POLIUREA è un elastomero poliureico, bicomponente, esente da solventi. Viene applicato con air-less tipo bi-mixer ad alta pressione dotata di pistola miscelatrice a mix forzato (senza miscelatori statici ed autopulente), così da ottenere una membrana elastica che a temperatura ambiente catalizza in pochi secondi. POLIUREA aderisce in modo monolitico al supporto, presenta un’elevata resistenza chimica rispetto a una moltitudine di aggressivi, resiste alla pressione idraulica positiva e con il primer specifico anche a quella negativa e a quella osmotica, tipica dei pavimenti e delle pareti delle vasche idrauliche, presenta un’elevatissima resistenza gli urti e resiste eccellentemente anche alle sollecitazioni abrasive.

Per tutte queste caratteristiche POLIUREA è il sistema ideale per l’impermeabilizzazione delle opere idrauliche.

FASI APPLICATIVE

Il sistema poliurea si articola, per uno spessore medio di 2 mm, in:

    primer promotore di adesione e/o tricomponente epossicementizio in condizioni di superfici con spinta idrostatica negativa;

    membrana impermeabilizzante in POLIUREA, per le applicazioni a spruzzo mediante pompa dotata di bi-mixer.

Preparazione del supporto: di grande importanza è l’identificazione di tutte le tipologie di supporto che possono essere interessate all’impermeabilizzazione. È relativamente semplice il caso delle opere idrauliche ove la superficie prevalente è certamente rappresentata dal c.a o da conglomerati comunque di tipo cementizio.

Le superfici di prevalente di interesse sono rappresentate

da:

    cemento armato;

    guaine bituminose.

Altre aree possono altresì essere rappresentate da:

    superfici ceramiche;

    materie plastiche;

    fibrocemento;

    superfici metalliche in genere.

PREPARAZIONE SUPERFICIALE

Supporto cementizio: prima di procedere all’applicazione del sistema impermeabilizzante, è indispensabile verificare che le superfici in calcestruzzo non siano fessurate, degradate e/o contaminate da oli, grassi od altre sostanze. In tali casi si dovrà prima provvedere all’asportazione dei calcestruzzi incoerenti e contaminati e poi al ripristino con i prodotti idonei.

Sia nel caso di calcestruzzi non degradati che di calcestruzzi ripristinati, è necessario preparare il supporto mediante pallinatura, levigatura o sabbiatura. Depolverare sempre le superfici con aspiratore.

Superfici ceramiche: in questo caso la tecnica suggerita è la levigatura o la pallinatura.

E’ essenziale infatti valutare preventivamente lo stato di degrado del rivestimento ceramico (piastrelle rotte o staccate, massetto saturo, fughe fessurate), altresì il grado di imbibizione del massetto sottostante. Tali problemi vanno identificati e risolti prima dell’applicazione del primer. Depolverare sempre le superfici con aspiratore.

Guaina bituminosa: nel caso di superfici in guaina bituminosa particolare cura dovrà essere posta alle zone ammalorate (la superficie della guaina bituminosa deve essere priva di parti incoerenti, grassi, oli, polvere e qualsiasi elemento che possa impedire l'adesione del materiale). Eventuali bolle o distacchi presenti devono essere eliminati e riparati. La preparazione va effettuata mediante idrolavaggio in pressione.

Superfici metalliche: le superfici metalliche (ad eccezione dell’acciaio inox) devono presentare un grado di sabbiatura SA 2 ½. Depolverare sempre le superfici con aspiratore. Le superfici metalliche vanno rivestite con il ciclo impermeabilizzante prima che si formi lo strato di ossido

Superfici plastiche: la pulizia deve essere effettuata mediante idrolavaggio o con solvente, detergente o sgrassante. Depolverare sempre le superfici con aspiratore.

Applicazione del primer: la scelta del primer da adottare per l’applicazione specifica parte dalla conoscenza del tipo di supporto e da eventuali condizioni al contorno da valutare sempre con grande

attenzione.

Ci si riferisce ad esempio, con particolare riferimento al caso dell’impermeabilizzazione delle opere idrauliche (ma non solo), all’eventuale:

    nel caso di pavimentazioni contro terra, presenza o meno nel sottofondo di barriera alla risalita capillare;

    fenomeni di condensa all’interfaccia;

    spinta idraulica negativa dietro il supporto

Formulato tricomponente a base di resine epossidiche liquide in emulsione acquosa e leganti idraulici, appositamente studiato per l’utilizzazione come fondo per superfici cementizie anche in presenza di umidità e in condizioni di controspinta idraulica.: può essere applicato a spatola, tal quale per rasature a basso spessore o a pennello, rullo o spruzzo diluito con acqua al 10-20%. Applicare il materiale sempre in due mani intervallate da 16-24 ore l’una dall’altra.

Può essere ricoperto con rivestimenti epossidici o poliuretanici non prima di 48 ore nelle condizioni di buona ventilazione (verificare per ogni caso specifico che l’umidità superficiale risulti inferiore o uguale al 4%).

Perché il primer funga da barriera all’umidità di risalita deve essere applicato a spessore uniforme non inferiore a 1 mm (pari a 1,5 kg/m2). Non applicare il primer ad elevato spessore in una sola mano.

Formulato bicomponente a base di resine epossidiche in combinazione con indurenti aminici cicloalifatici, caratterizzato da elevati valori della capacità di penetrazione e consolidamento, con particolare riferimento alle superfici in calcestruzzo.: dopo la miscelazione applicare il primer sul supporto distribuendolo con una racla di gomma e finendolo con un rullo.

Sul primer ancora “fresco”, effettuare la semina con quarzo essiccato di granulometria 0,3 – 0,8 mm in ragione di 0,8 – 1 kg/m2. Nel caso di applicazione come scracth coat (primer a rasare) la posa viene effettuata con il materiale ottenuto aggiungendo alla resina una quantità di quarzo in ragione del 50% sul peso della resina.

Trattamento dei giunti delle giunzioni tra pavimento e parete: immediatamente prima dell’applicazione della membrana, le zone di raccordo tra pavimento e parete devono essere trattate con specifico nastro telato o in gomma butilica che verrà poi ricoperto interamente con la guaina.

Tale operazione è necessaria per ridurre le tensioni specifiche nelle zone d’angolo e quindi per preservare al meglio l’integrità della membrana impermeabilizzante.

Nel caso di opere idrauliche inoltre è necessario valutare anche l’eventuale presenza di controspinta idraulica (dietro il rivestimento): in tali casi può essere necessario infatti realizzare delle gusce di raccordo con inserimento di water stop idroespandenti.

I giunti devono essere sigillati con sigillante poliuretanico prima di essere ricoperti, anche in questo caso in presenza di controspinta idraulica è necessario l’ inserimento di water stop idroespandenti.

Applicazione del rivestimento: l’applicazione di POLIUREA va eseguita mediante lo specifico apparato di spruzzatura a caldo bi mixer. Prima di procedere all’applicazione, entrambi i componenti devono essere pre-riscaldati tramite fasce riscaldanti ad una temperatura di circa 25-30°C.

POLIUREA può essere applicato in spessori variabili in unica mano sia su superfici orizzontali che verticali.

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