Macchine Edili - ottobre 2010

12 ottobre 2010

I furti in cantiere sono parte della cronaca di tutti i giorni. Per confermare questa sensazione ci

facciamo guidare da alcuni articoli battuti dall’agenzia ANSA in quest’ultimo periodo, andando così a osservare come il fenomeno dei furti di macchine operatrici coinvolga l’intera penisola e, soprattutto, rappresenti un danno economico di eccezionale rilievo.
 
Cominciamo con una notizia del 17 dicembre 2009. «Dieci provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Procura di Casale Monferrato (Al) nei confronti di altrettanti moldavi. Sono  ritenuti responsabili di una serie di furti avvenuti fra Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna... La  banda era specializzata nel furto di autocarri, escavatori, trattori, motorini e vario materiale
e il totale del bottino ammonterebbe a circa un milione di euro». Alcuni mesi dopo, siamo ad aprile di quest’anno, la polizia stradale di Torino sgomina, e le parole sono ancora dell’ANSA,
«un’organizzazione criminale dedita al furto e al riciclaggio internazionale di auto, mezzi pesanti e macchine operatrici». E non è finita. È notizia del 04 luglio il fermo di tre uomini implicati nel
furto di escavatori in un cantiere della variante di Valico dove «i carabinieri hanno arrestato (…) un casertano proprio dentro il cantiere dove aveva caricato su un autoarticolato un escavatore da rubare.
 
Altri due uomini sono stati arrestati a Sasso Marconi dalla polstrada: guidavano un Tir con sopra due escavatori rubati». Tre esempi particolarmente eclatanti per illustrare un fenomeno
sempre più grave, cui si va ad aggiungere il quotidiano furto di piccole attrezzature e di gasolio.
 
Per comprendere come poter arginare la criminalità attorno al cantiere abbiamo chiesto un’opinione a Dario Bartesaghi, da sempre impegnato in questo specifico settore.
 
Secondo la sua esperienza, i furti o i tentati furti in cantiere sono in aumento?
La crisi ha inciso anche su questo fenomeno?
«Sicuramente i furti sono aumentati e riguardano ogni tipologia di mezzi e attrezzature. Nei momenti di difficoltà economica il fenomeno furto ha sempre inciso maggiormente: il rischio per il malintenzionato è inferiore, c’è meno attenzione da parte degli operatori che, come prima cosa, cercano di soddisfare il loro cliente a tutti i costi per evitare probabili insoluti di pagamento e così spesso sottraggono risorse proprio alla sorveglianza. A tale proposito va poi considerato
come i tempi di sottrazione di un miniescavatore o di una minipala senza nessun sistema di sicurezza sia inferiore ai tre minuti; si sale a un massimo di dieci minuti per un mezzo oltre i 50 q. Infine, e da molti anni, le chiavi originali di un mezzo di una marca specifica, spesso mettono
in moto anche quelli di altre marche. Tutti aspetti che, evidentemente, favoriscono i malintenzionati».
 
Quali sono i soggetti piùesposti ai furti?
«Tutti sono esposti, dalla piccola alla grande impresa, con un aumento importante del rischio per i noleggiatori i quali spesso incappano anche nell’appropriazione indebita, difficilmente
risarcita dalle Compagnie di Assicurazione. In pratica: oltre il danno anche la beffa.
Noleggiare un mezzo privo di un sistema di sicurezza, che possa garantire di evitare il furto o quanto meno il suo ritrovamento immediato, è un rischio enorme».
 
Nell’ambito della prevenzione c’è molta confusione e un elevato numero di soggetti sul mercato.Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza…
«C’è tanta confusione, come spesso capita in Italia, anche per una sorta di intromissione da parte delle Compagnie di Assicurazione, che quasi impongono determinati sistemi di sicurezza, garantendo sconti che talvolta vengono pagati a caro prezzo in termine di liquidazione dei sinistri (sottostimati e liquidati con enorme ritardo).
 
Prima di tutto occorre far chiarezza sui termini.
L’antifurto è un sistema di sicurezza che può salvaguardare il mezzo nel 99% dei casi e permette di ritrovare il mezzo dove era stato parcheggiato, sicuramente danneggiato, ma fermo. Inoltre si denomina antifurto un sistema per il quale servano attrezzature specifiche e tempistiche di ore, pur conoscendo il sistema installato, per poterlo disattivare. Se la tempistica di disattivazione è inferiore ai 10 minuti l’esatta terminologia da usare non è antifurto ma deterrente. In termini generali: non esiste un antifurto invalicabile, la differenza la fanno sempre tempi, i metodi e le attrezzature necessarie.
L’allarme satellitare (non più sonoro come in passato) è un sistema che allerta il proprietario del mezzo o una centrale operativa che è in atto un tentativo di furto. L’esito finale del tentativo è dettato da molteplici fattori: distanza dal mezzo, capacità del ladro, attrezzature utilizzate, qualità dell’installazione eseguita della periferica sul mezzo, l’occultamento di antenne GSM e GPS, l’alimentazione delle batterie a tampone di riserva attive, la rapidità d’intervento delle persone preposte a sventare il furto».

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