Il particolato-Generalità

26 agosto 2011

Nella definizione data dal Seinfeld, “con il termine particolato atmosferico si intende l’insieme delle particelle solide o liquide in sospensione in atmosfera, escluso il vapore acqueo, di dimensioni microscopiche o submicroscopiche ma maggiori rispetto alle dimensioni molecolari”. Il particolato è un sistema in continua evoluzione, generato da un grande numero di sorgenti locali e soggetto a diversi meccanismi di dispersione, trasporto e rimozione. Diverse classificazioni del particolato utilizzano il diametro delle particelle come parametro discriminante. Particelle con diametro minore di 2.5 μm costituiscono la frazione "fine" mentre quelle di dimensioni tra 2.5 e 10 μm appartengono alla frazione "coarse". Secondo un altro tipo di classificazione, legata ai processi di produzione, gli aerosoli si dividono in primari e secondari. Gli aerosoli primari sono immessi in atmosfera direttamente in forma particellare. Gli aerosoli secondari, prodotti in atmosfera, sono il risultato di reazioni chimiche tra specie gassose che producono specie condensabili e subiscono processi di conversione gas – particella. C’è ampia evidenza che gli aerosol atmosferici aggrediscano il sistema respiratorio e cardiocircolatorio.

La deposizione delle particelle avviene in ognuna delle tre regioni anatomiche che costituiscono il sistema respiratorio: la zona extratoracica (setto nasale, laringe, faringe e bocca), la regione di bronchi e trachea, e quella polmonare. Anatomia, flusso e velocità dell’aria inspirata sono i parametri che determinano la frazione di particelle che si deposita in ogni regione. L’impatto sulla salute è dipendente, quindi, dalla concentrazione alla quale la popolazione è esposta, ma anche alle proprietà fisiche e chimiche del particolato inalato.Il particolato atmosferico interviene nel bilancio radiativo terrestre in modo diretto, attraverso i processi di assorbimento e scattering della luce solare, e indirettamente modificando i processi di formazione delle nubi, e quindi, ad esempio, variando l’albedo planetario.

 

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