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3 anni fa

PREMESSA: •Ragazzo di 22 anni che per la prima volta si reca dal proprio medico di base (dottor Pietro Vaglio) in seguito a un evidente malessere fisico manifestatosi con diversi sintomi. •Sempre stata una persona in buone condizioni di salute che fortunatamente non ha mai, prima di ora, avuto bisogno di effettuare una tale visita presso l'ambulatorio del dottor Pietro Vaglio. ESPERIENZA: Dopo un paio di settimane che noto uno strano gonfiore e dolore zona addome, accompagnato da febbricola persistente, decido di recarmi presso l'ambulatorio del mio medico di base (dottor Pietro Vaglio) il quale mi prescrive subito analisi del sangue + tac. Le analisi del sangue seppur non ottime e con qualche valore dubbio accompagnate dalla tac addominale, hanno portato il suddetto dottore a dirmi con assoluta certezza che non ho alcun tipo di patologia, e che quel gonfiore e quel dolore rientravano in un quadro di normalitá per niente di tipo patologico. Il mio stile di vita peró cambió in quanto avevo seria difficoltà a stare seduto e soprattutto ero abbattuto da questa febbre costante che la sera arrivava anche a 38° (lui era al corrente di tutto ció). Cercai di rassicurarmi nonostante il mio stato fisico non cambió minimamente anche se gli esami da lui prescritti non evidenziarono nulla. Dopo qualche giorno ai sintomi precedenti che non erano minimamente spariti, si aggiunse uno strano dolore tra la mandibola e il collo e al tatto notai io stesso una sorta di pallina al tatto molto dolente. Preoccupato decisi di recarmi ancora una volta presso il suo ambulatorio e la scena fu letteralmente questa che ora descriveró: Mi sedetti davanti a lui e accennai di questo dolore tra il collo e la mandibola menzionando questa pallina dolente che io stesso notavo al tatto. Lui, senza neanche degnarmi di una visita, mi risponde dicendo che, a questo punto, era necessario un consulto psicologico. In stanza era presente anche mio padre, che ha sentito tutto quello che ho appena descritto. Ho provato a insistere rassicurandolo sul mio stato psicologico e invitandolo a controllare lui stesso la presenza di questa pallina dolente nella zona che effettivamente mi provocava dolore. Lui resta fermo sulla sua posizione, convinto per dogma che io avessi un problema di tipo psicologico. É letteralmente assurdo che un paziente senza neanche una visita venga inquadrato come psicologicamente disturbato, soprattutto davanti a sintomi dolorosi che hanno cambiato il mio stile di vita che prima della comparsa di questi era perfettamente normale. Non si parla di un mal di testa, di un mal di pancia o di uno stato di malessere generalizzato. Nel mio caso si parla di un malessere fisico correlato ad evidenze che lo causano (gonfiore e dolore parte destra addome, febbre persistente, linfonodi ingrossati senza nessun infezione rilevata dalle analasi del sangue). A volte, bisogna riconoscere i propri limiti e indirizzare i pazienti verso una consulenza specialistica piuttosto che affidarsi a un pregiudizio di instabilità psicologica scaturito dal fatto che non sa più che esami fare per capire cosa causa questo evidente malessere. CONCLUSIONE: Non fatevi fuorviare da questo tipo di "non diagnosi", se il vostro corpo vi da segnali chiari soprattutto in etá giovane di malessere fisico accompagnato da evidenze (dolori, gonfiori e febbre persistente) recatevi da uno specialista e non date peso a questi pregiudizi di chi senza neanche una visita ti indirizza verso un consulto psicologico. Per quanto mi riguarda attendo la diagnosi da pate di uno specialista e in seguito a quest' ultima valuteró di intraprendere un azione legale nei confronti del suddetto dottore.
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