Profilo di Franco de Falco
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Recensione su Sartoria Giglio, Zevio
24 marzo 2025
‘’CARA’’ e NIENT’AFFATTO PROFESSIONALE! Le porto il mio giaccone invernale per la cerniera di una delle tasche esterne e centrali che si era rotta. Lei stessa mi suggerisce di applicare il velcro in sostituzione della cerniera in quanto non era possibile, secondo lei, trovare una cerniera (un velcro si? mah) dello stesso colore. Le chiedo il prezzo del lavoro: glissa. Dopo quasi una settimana mi invia il messaggio che l'opera è stata eseguita e comunica il prezzo: ‘’venti’’ Euro. Rispondo che mi pare eccessivo. Quando vado in negozio provo a trattare, ma poi pago senza fiatare. Non faccio in tempo a salire in auto che mi accorgo che una parte del velcro, quella di appoggio o inferiore, per capirci, parzialmente non è stata cucita. Riporto il capo e lei provvede raffazzonando una specie di cucitura, esteticamente molto discutibile. Non dico nulla, l'importante, mormoro tra me e me, è la funzionalità. Arrivo a casa e dopo aver ammirato il "capolavoro" per l'ennesima volta, mi avvedo che anche la parte superiore presenta delle parziali non cuciture.
Il giorno dopo mi presento di nuovo, lei mi spiega, quasi scocciata che ha da fare altri lavori, e non prima di un paio di giorni potrà dedicarsi a porre rimedio ad una sua mancanza: negligenza (ndr). Ovviamente protesto, ma non ho alternative.
Non faccio in tempo a tornare a casa, circa venti minuti dopo, che mi manda il msg che il lavoro l'ha terminato. Si sarà presa gioco di me penso, mi aveva appena fatto intendere che le sarebbe occorso del tempo.
Mi precipito in negozio che stava chiudendo, ritiro il giaccone. Lei mi fa notare che ha staccato interamente il velcro e rifatto le cuciture. Sono contento: la cucitura è ora completa ed uniforme. Era come se il precedente lavoro l'avesse fatto un'altra persona, magari il praticante che non ho visto e che forse non esiste oppure lei l’ha fatto male di proposito. L’illusione dura neanche un mese, il velcro comincia a scucirsi, addirittura a rompersi. Controvoglia torno da lei che, fissandomi sottecchi, mi fa notare rassegnata che non può farci nulla: quello è il prodotto che le somministra il suo fornitore, sbiascica... Mi suggerisce di recarmi in merceria e comprarne un altro e poi riportarglielo per "riattaccarlo".
Protesto (manco a dirlo) per l'ennesima volta. Non è corretto - affermo - che debba spendere altri soldi altrove. Insisto che Lei dovrebbe farsi carico con il proprio fornitore di reperire prodotti di maggiore qualità, o di acquistarli da altri. Lei scarica la responsabilità sulla qualità del velcro, ma magari la cucitura non era alla fine granché se è durato così poco – soggiungo - . La signora neanche mi guarda e mi sente più, concentrandosi sul capo che sta lavorando (rovinando? ndr) nel frangente. Comprendendo che ho imboccato un vicolo cieco, le propongo allora di ricucire interamente tutto il velcro già attaccato e in parte rovinato per rinforzarlo. Lei accetta. Quindi sto per andarmene, lascio il capo sul bancone, naturalmente non sa dirmi quando sarà pronto, ma, fortunatamente, un lampo mi illumina. Mi fermo, torno sui miei passi e le comunico che do per scontato che non dovrò subire ulteriori esborsi. Apriti cielo!
Mi risponde infastidita che non lo sa, dipenderà dal tempo che impiegherà. Riprendo il giaccone ed esco dal negozio. A parte la vergogna che ha dimostrato di non provare per tutto il tempo, pur avendola sollecitata io stesso ad averne, la signora dovrebbe, a mio sommesso avviso, intraprendere un altro lavoro, dedicarsi a mansioni più semplici e, magari, ripetitive, possibilmente fuori dalla vista del pubblico! IL SISTEMA DI VALUTAZIONE MI IMPONE DI METTERE ALMENO UNA STELLA, NEMMENO UNA NE MERITEREBBE!