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Recensione su Bonodinulla, Pistoia

4 anni fa

Piu' offesa che delusa, molto probabilmente puntano sul turismo di passaggio. Ore 18.00, alla richiesta di due aperitivi, hanno portato al tavolo un cocktail totalmente sbagliato e acquoso e una birra. Il "tagliare" per l'aperitivo, erano gli avanzi di pezzi di pizza tagliati a striscioline piccole per riempire lo spazio dello stesso, che avevo visto quando ero andata in bagno per lavarmi le mani!!! Avevo notato del prosciutto sull'affettatrice, ma il ragazzo esclama "ci pensiamo noi, vi serviamo come Aperitivo"....speravo nel prosciutto... MOLTO GRAVE: ALLA RICHIESTA DI UNA CANNUCCIA, LA PORTA UN RAGAZZO SENZA INVOLUCRO DI CONTENIMENTO DELLA STESSA A MANI NUDE. Sul servizio pranzo e/o cena non ho niente da dire, in quanto mai stata e tanto meno ci andro' o consigliero!!!
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Bonodinulla Azienda

Buongiorno, certo la sua recensione non ci soddisfa ma lavorando, può capitare di sbagliare e talvolta succede che resti solo di che chiedere scusa. Ma non è sempre così, infatti nel suo caso lei ha chiesto un Americano con whisky, Raniero, il cameriere che ha preso la sua ordinazione, le ha preparato un americano sostituendo l’acqua tonica con whisky pensando che questa fosse la sua richiesta. Quando le è arrivato il cocktail lei ha segnalato che non era ciò che desiderava e prontamente Simone, l’altro cameriere, le ha preparato un Americano macchiato con whisky che ha detto essere di suo gradimento. Al momento del pagamento ha speso 9€ ovvero 5€ per il secondo cocktail e 4€ per la birra. Quando scrive “più offesa che delusa” forse il suo sentirsi offesa si riferisce al fatto che secondo lei e la ricetta che ripetutamente ha detto di avere in borsetta, l’Americano debba esser fatto con L’APEROL invece che con il CAMPARI come invece le ha sommessamente ricordato Simone: basta vedere su internet quali ingredienti preveda questo cocktail e come debba essere servito, ovvero nel tumbler basso senza cannuccia. “Speravo nel prosciutto”, premesso che non lo ha chiesto, di solito l’aperitivo in ogni locale si accompagna con arachidi e patatine fritte. Noi portiamo pizza e focaccia prodotte appositamente per questo scopo. Tra l’altro la pizza che le è stata portata era stata appena cotta. In ogni caso se invece di un aperitivo a 5€ voleva fare un’apericena bastava chiedere e avrebbe avuto affettati e coccoli fritti: bastava solo chiedere. Per scelta non abbiamo cannucce confezionate, usiamo solo cannucce in carta ecologiche perché non vogliamo creare più rifiuti del necessario e questa scelta nel nostro locale va dall’utilizzo di vesciche per i prodotti per la pulizia alle cose più banali come gli involucri inutili, inutili perché ci sanifichiamo le mani continuamente come prescritto, quelle stesse mani con cui abbiamo apparecchiato il tavolo, fatto il cocktail, portato i bicchieri al tavolo, tagliato pizza e focaccia, messi i pezzi sul tagliere e così via, o crede che tutto questo lo si faccia con i piedi o con la bacchetta magica? Se le dava fastidio l’idea che le fosse stata portata la cannuccia a mani nude perché non dirlo per farsela sostituire. Come per il cocktail avremmo prontamente provveduto a portarle una cannuccia magari ravvolta in un tovagliolo. Tra l’altro proprio per il COVID la regione Toscana lo scorso anno, ha diffuso una circolare per suggerire l’uso delle mani nude (sanificate correttamente) piuttosto che coperte con guanti. Personalmente trovo poco comprensibile la sua recensione perché se si osserva oggettivamente in se il fatto accaduto, soprattutto il suo aspettarsi senza chiedere, la sua reazione appare veramente eccessiva e ingiustificata, in particolare la trovo irrispettosa per le persone, il loro lavoro e il loro l’impegno. Soprattutto credo non si renda conto di quanto il suo scritto possa incidere negativamente sulla vita professionale e sul lavoro di una intera azienda, e tutto per una cannuccia. I clienti sono la nostra ricchezza, quindi ci dispiace se in futuro non vorrà venire a provare la nostra cucina, ma sinceramente forse è meglio per noi, per la nostra serenità lavorativa, non avere clienti così poco attenti ed empatici. Saluti Nicola Giuntini