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Recensione su Ospedale S. Eugenio, Roma

14 anni fa

Ho partorito al S.Eugenio di Roma nel mese di Novembre 2012. Ringrazio Dio che sia andato tutto bene, ma l'esperienza traumatica della degenza ospedaliera non la dimenticherò mai! Innanzi tutto non hanno fatto entrare nemmeno il mio compagno il giorno del parto,sono rimasta sola praticamente tutto il giorno...e lui fuori dalla porta.Ho partorito con taglio cesario, il pomeriggio stesso del parto mi hanno portato il piccolo per lasciarmelo fino al momento delle dimissioni. Chi ha subito un cesario sa perfettamente come ci si sente,cerco di spiegare a chi non lo sa, quali sono le condizioni fisiche. Innanzi tutto non ci si può alzare (anche volendo non ci si riesce), avevo il catetere,inoltre avevo la flebo con il medicinale per contrarre l'utero(molto doloroso), che in altri ospedali trattano con una supplementare flebo con antidolorifico.Al S.Eugenio hanno solo un antidolorifico in iniezione che vi giuro fa male(pizzica da morire)e dopo un po chiaramente svanisce! Inoltre io avevo un forte dolore intercostale, perchè sembra che durante il parto mi si sia incrinata una costola...a tutto ciò aggiungete la ferita,l'operazione subita e il fatto che si è molto deboli. Ho chiesto al personale del nido di aiutarmi almeno quella notte, perchè non mi sentivo in grado di prendermi cura del piccolo (cosa che negli altri ospedali non si richiede in maniera specifica, perchè considerano lo stato della mamma), infatti pensavo che almeno nelle ore successive al parto avrei ricevuto assistenza neonatale. La risposta alla mia richiesta è stata molto evasiva, dopo di che il personale addetto è praticamente sparito! Appena iniziata la notte il mio piccolo ha cominciato a piangere.Lo dovevo attaccare al seno.E' stato piuttosto difficile vista la condizione inferma prenderlo dalla culletta,ma l'ho fatto, correndo comunque il rischio di farmelo cadere dalle mani. Dopo averlo attaccato per un bel po al seno, ho chiamato aiuto per riporlo di nuovo nella culla, la risposta ricevuta da un infermiera, è stata che potevo lasciarlo nel mio letto invece di chiamare per spostarlo! Tengo a precisare, che tale infermiera si è presentata con la faccia visibilmente assonnata e ho dedotto che stava dormendo e quindi chiaramente scocciata per il disturbo. Ho chiamato per chiedere aiuto più volte, perchè il piccolo non si calmava, con la mia sofferenza, probabilmente non riuscivo nemmeno a darle nulla dal seno. Le risposte che ho ricevuto sono state sempre inadatte e scortesi, sia da un punto di vista professionale che umano. Mi è pure saltato l'ago della flebo perchè tra il piccolo ed io, nel letto non si capiva più niente...La faccio breve perchè la notte vi assicuro è stata lunga. All'ennesima chiamata fatta per disperazione mi è stato risposto da un altra ugualmente col viso assonnato:quindi dormivano tutte...che la prima notte dopo un cesario tutte le mamme facevamo così! Ci sarà pure un motivo??? Ma nessuno si è preso la briga di capire il perchè??E' stato orribile e non lo dimenticherò mai... Alle sei del mattino sono esplosa in un pianto di disperazione al quale mi hanno risposto che io prima di andare a partorire al S.Eugenio sapevo che vige il sistema di roaming in e quindi mi hanno fatto intendere che non dovevo lamentarmi... Premetto che sono andata in questo ospedale perchè uno dei medici è il mio ginecologo di fiducia, ma giuro che se avessi saputo quello che mi aspettava, con tutto il rispetto per il mio medico, avrei sicuramente scelto un altra struttura! Non scrivo questa recensione perchè spero che le cose cambino; sono sicura che il personale si renda conto della negligenza offerta ai pazienti e tanto più,se ne renda conto il primario, che decide le regole. La scrivo per far in modo che chi debba scegliere l'ospedale per partorire stia lontana dal S.Eugenio!! Considerando che il reparto maternità è stato riaperto da poco e che di solito è il "fiore all'occhiello" delle strutture ospedaliere immagino l'ospitalità e le condizioni negli altri reparti...
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